Andrea Cannella @ Altervista.org – Maturità 2008

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Il “Manifesto del Partito Comunista”

Il “Manifesto del Partito Comunista” (1848) rappresenta una “summa” della concezione marxista del mondo.
I punti salienti sono:
– analisi della funzione storica della borghesia;
– storia intesa come “lotta di classe”  e rapporto proletari-comunisti;
– critica dei falsi socialismi (non scientifici).
La borghesia è una classe che non può esistere, secondo Marx, senza rivoluzionare continuamente gli strumenti di produzione e tutto l’insieme dei rapporti sociali. Per questo essa viene intesa come una classe dinamica. Il problema è che la borghesia, con la sua carica rivoluzionaria, ha evocato forze così gigantesche che poi non ha saputo domare. Infatti le moderne forze produttive si levano contro i vecchi rapporti di proprietà, generando delle crisi terribili che mettono in forse l’esistenza stessa del capitalismo.
Intendere la storia come lotta di classe è uno dei concetti più significativi del Manifesto.
“La storia di ogni società esistita fino ad oggi è la storia delle lotte di classe. Liberi e schiavi, petrizii e plebei, baroni e servi della gleba, maestri capi delle arti ed artigiani addetti alla compagnia, in una parola, oppressi ed oppressori, furono continuamente in contrasto e condussero una lotta ininterrotta, ora latente ora aperta; lotta che ogni volta è finita o con una trasformazione rivoluzionaria della società o con la comune rovina di tutte le classi.”
In conformità alle sue analisi del capitalismo come fenomeno mondiale, insiste sull’internazionalismo della lptta proletaria. conclude infatti così il manifesto: “Proletari di tutti i Paesi, unitevi!”.
L’ultima sezione del Manifesto è quella riguardante la critica ai falsi socialismi. Marx raggruppa la letteratura socialista entro tre tendeze di fondo: il socialismo reazionario, il socialismo conservatore e il socialismo utopistico.
Il socialismo reazionario attacca la borghesia secondo parametri conservatori, proponendosi di “far girare all’indietro la ruota della storia”.
Il socialismo conservatore è incarnato da quelli che vorrebbero risolvere i problemi connessi al capitalismo senza distruggere il capitalismo stesso.
Il socialismo utopistico è costituito dai socialismi (come Saint-Simon, Owen, …) che hanno preceduto Marx. Hanno avuto il merito di scorgere l’antagonismo tra le classi, ma hanno lo svantaggio di aver soltanto cercato delle società ideali.
Ad essi marx contrappone il proprio socialismo scientifico, fondato su un’analisi critico-scientifica dei meccanismi del capitalismo e sull0individuazione del proletariato come classe destinata ad abbattere il sistema borghese.