Andrea Cannella @ Altervista.org – Maturità 2008

Visita anche www.andreacannella.com

Confronto con Hegel e Feuerbach

Per poter comprendere a fondo il pensiero di Marx è opportuno confrontarlo con il sistema filosofico Hegeliano e con i filosofi della “Sinistra Hegeliana” suoi contemporanei.
Hegel è indubbio il maestro di Marx: ricordiamo che Marx si approcciò allo studio della filosofia studiando proprio Hegel ed entrando nel Club dei giovani Hegeliani.
Il primo scritto tramite il quale Marx comincia a “misurarsi” con il Maestro è la “Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico”(1843). Questo scritto è stato rivalutato dagli studiosi solo da poco. La sua importanza risiede nell’aver in esso stravolto il sistema filosofico hegeliano.
Marx afferma che Hegel ha usato, nella sua filosofia, uno “stratagemma”, che consiste nel fare delle ealtà empiriche manifestazioni dello Spirito. Questo significa che ad esempio un regime monarchico non è altro che la personificazione dello Spirito, e di conseguenza Hegel deduce anche la “logicità” della monarchia, identificandola con la razionalità politica (identità ragione-realtà-Assoluto). Questo procedimento viene definito da Marx “misticismo logico”.
Sulla scia di Feuerbach, Marx arriva alla conclusione che Hegel aveva capovolto idealisticamente soggetto e predicato, concreto e astratto.
A tal proposito Marx usa una dimostrazione naturale: “mentre l’uomo comune ed il filosofo realista pensano che prima esistano le mele, le pere, le fragole e le mandorle “reali” e poi il “concetto” di frutto, il pensatore idealista ritiene che prima esista “il frutto” e poi, in seguito, a titolo di sue manifestazioni derivate, la mela, la pera, ecc.”
Al metodo “mistico” di Hegel, Marx contrappone, ispirandosi a Feuerbach, il metodo “trasformativo” che consiste nel ri-capovolgere ciò che l’idealismo ha capovolto.
Oltre che essere fallace sul piano filosofico e gnoseologico, il metodo hegeliano è anche “conservatore” sul piano politico, in quanto tende a “santificare” la realtà esistente.
Nonostante le critiche mosse ad Hegel, Marx riconosce comunque al maestro dei meriti notevoli, che si assommano nella visione dialettica, ossia nella concezione della realtà come elementi concatenati fra loro e mossi dalle opposizioni.
Come già abbiamo anticipato, anche Feuerbach svolge un ruolo cardine nella formazione del filosofo.
A Feuerbach Marx si rifà sia nella critica a Hegel, come anche nell’interpretazione della religione.
Marx tributa al suo contemporaneo il fatto di aver “scoperto” il meccanismo dell’alienazione religiosa, in base alla quale l’uomo “proietta” in Dio i suoi bisogni.
Tuttavia, secondo Marx, Feuerbach non era riuscito a cogliere le cause reali del fenomeno religioso, né ad offrire mezzi per il suo superamento.  Secondo Marx l’origine non va ricercata nell’uomo, ma nella società. Marx elabora la teoria della religione come “Oppio dei Popoli” (Opium des Volks). Secondo questa dottrina la religione è il prodotto di un’umanità alienata e sofferente per causa delle ingiustizie sociali che cerca illusoriamente nell’aldilà ciò che le è negato di fatto nell’aldiqua. L’unico modo per eliminare la religione è quindi una trasformazione rivoluzionaria della società.