Andrea Cannella @ Altervista.org – Maturità 2008

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Rivoluzione e società

Lo sforzo rivoluzionario intrapreso dai bolscevichi riguardò tutta la società.
In particolare si indirizzò verso due direzioni: l’educazione dei giovani e lotta contro la Chiesa Ortodossa.
Quest’ultima fu condotta con estrema durezza (confisca dei beni ecclesiastici, chiusura di chiese, arresti di ecclesiastici) e si può considerare riuscita.
La battaglia contro la religione e la morale tradizionale si estese anche alla famiglia e al rapporto tra i sessi.
Il governo rivoluzionario istituì il matrimonio civile e semplificò le pratiche per il divorzio.
Nel 1920 legalizzò l’aborto. Venne proclamata la parità fra i sessi e i figli illeggittimi equiparati a quelli leggittimi.
Tuttavia furono ben presto emarginate le posizioni di coloro che ritenevano che la rivoluzione avrebbe dovuto portare all’assoluta libertà sessuale e alla scomparsa della famiglia.
L’istruzione (altro settore “toccato” dal governo rivoluzionario) vide il suo obbligo fino ad 11 anni.
La lotta contro l’analfabetismo si accompagnò a sostanziali innovazioni nei contenuti e nei metodi d’insegnamento.
Gli intellettuali ebbero, tuttavia, nei confronti della rivoluzione un atteggiamento ambiguo: alcuni ingrossarono le file dell’emigrazione politica, altri, soprattutto giovani, si gettarono con entusiasmo nell’esperienza rivoluzionaria.
Furono gli anni delle sperimentazioni letterarie: la poesia di Majakovskij ne è un esempio.