Andrea Cannella @ Altervista.org – Maturità 2008

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La Rivoluzione di Febbraio

Già prima dello scoppio del conflitto in molti pensavano che il governo zarista non avrebbe retto ancora a lungo. Ma nessuno si sarebbe mai immaginato che agli zar sarebbe seguito l’evento rivoluzionario della storia dopo la rivoluzione francese.
Nel Marzo 1917 (febbraio secondo il calendario russo) il governo zarista fu, come già detto, abbattuto da una rivolta di operai e soldati avvenuta a Pietroburgo. Il governo fu retto da un governo provvisorio di orientamento liberale presieduto dall’aristocratico Georgij L’vov. Obiettivo del governo era continuare la guerra a fianco dell’Intesa e promuovere l’occidentalizzazione del paese sul piano politico ed economico. D’accordo con questa linea erano i “cadetti”, i “menscevichi” (che si ispiravano ai modelli delle socialdemocrazie europee) e i “socialisti rivoluzionari”.
Questi ultimi erano divisi in correnti eterogenee tra loro (dai democratici agli anarchici), ma erano tutti convinti che prima della rivoluzione era inevitabile un passaggio “democratico”. Per questo appoggiarono il governo L’vov e vi diedero il loro sostegno mettendo Kerenskij (democratico-radicale) come Ministro della Guerra.
L’unico gruppo politico che non entrò nel governo fu quello dei bolscevichi, poiché erano convinti che solo la classe operaia avrebbe potuto assumersi la guida del paese.
Al potere legale del governo si era affiancato, in questa fase, il potere “reale” dei soviet.