Andrea Cannella @ Altervista.org – Maturità 2008

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Russia: dal conflitto alla rivoluzione

Nel settembre 1915 e nell’aprile 1916 si tennero a Zimmerwald e Kienthal (Svizzera) due conferenze socialiste internazionali, partecipate da esponenti dei partiti socialisti sia di paesi neutrali alla guerra (svizzeri, olandesi e scandinavi) sia da quelli che avevano manifestato sin dal principio la loro contrarietà al conflitto. I lavori si conclusero con l’approvazione di una serie di documenti nei quali veniva rinnovata la condanna della guerra e si chiedeva una pace “senza annessioni e senza indennità”.
Intanto, a causa del protrarsi del conflitto, i gruppi contrari alla guerra vedevano aumentare progressivamente iscritti. Ma all’interno di questi movimenti vi erano profonde spaccature tra la sinistra “riformista” che proponeva una pace negoziata ed un ritorno alla democrazia, e i “disfattisti rivoluzionari” che volevano approfittare della situazione per stravolgere i sistemi democratici. Tra questi ultimi ricordiamo gli “spartachisti” tedeschi e i “bolscevichi” russi costituitisi nel 1912 come partito autonomo dalla socialdemocrazia.
Leader dei bolscevichi russi era Lenin, il quale già durante la conferenza di Zimmerwald aveva sostenuto la tesi secondo la quale il movimento operaio avrebbe dovuto profittare della guerra per affrettare il crollo dei regimi capitalistici.
Le tesi leniniane trovarono il consenso da parte dei gruppi più radicali ed estremisti, ed ecco che si ripresentò la spaccatura tra riformisti e rivoluzionari.
  
Il 15 Marzo lo Zar abdicò a seguito di una serie di scioperi e manifestazioni contro il regime zarista. In seguito al crollo del regime zarista molti reparti rifiutarono di riconoscere l’autorità degli ufficiali e dei superiori ed elessero organi di autogestione. Da quel momento in avanti l’aiuto che la Russia diede al conflitto fu minimo e irrilevante per l’Intesa che si trovava, tra l’altro, a combattere anche contro gli americani.
Nella notte fra il 6 e 7 novembre (24-25 ottobre secondo il calendario russo) 1917 un’insurrezione guidata dai bolscevichi rovesciava il governo provvisorio. Il potere fu assunto da un “governo rivoluzionario” presieduto da Lenin, che decise immediatamente di porre fine alla guerra, firmando una pace “senza annessioni e senza indennità”. Ma le condizioni imposte alla Russia dalla Pace di Brest Litovsk furono durissime, in quanto la Russia perse circa un quarto dei propri territori europei. Nonostante ciò, Lenin dimostrò al mondo intero che la trasformazione della guerra in rivoluzione era attuabile, seppur ad un prezzo altissimo.